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Agli Italiani piace mangiare la carne

Gli Italiani e il consumo di carne: ecco cosa c’è di nuovo

E’ ufficiale: agli Italiani piace mangiare la carne e il 2018 sta riservando davvero grandi sorprese in merito al rapporto tra gli Italiani e il consumo di questo alimento. Dati alla mano, la Coldiretti festeggia, in tutti i sensi.

In queste ultime settimane sono stati registrati due dati molto importanti in merito al consumo della carne in Italia:

  1. dopo che negli ultimi 6 anni si registrato un brusco calo dei consumi, un’analisi della Coldiretti relativa al primo trimestre del 2018 fa emergere invece un aumento di oltre 5% della spesa delle famiglie italiane per la carne. La Coldiretti, per festeggiare questa inversione di tendenza, ha organizzato addirittura il #bisteccaday, andato in scena il 18 giugno scorso presso i Giardini Reali di Torino, aperti al pubblico proprio per questa occasione.
  2. Da un’indagine Ipsos è emerso che per la maggioranza della popolazione (ben il 54% degli italiani) pollo e tacchino sono diventate la principale fonte di proteine.

Cosa significano questi dati? Che agli italiani piace mangiare la carne dopo anni di calo dei consumi: quasi 1 milione di persone, infatti, ha deciso di ricominciare a mangiare prodotti di origine animale (secondo il Rapporto Italia 2018 Eurispes, i vegetariani sono oltre il 6% della popolazione, il numero di vegani è diminuito dal 3% del 2017 allo 0,9%).

 

Ma c’è di più. Sempre secondo Coldiretti, a quanto pare in Italia c’è sempre più attenzione alla qualità della carne:

  • il 45% degli italiani privilegia quella proveniente da allevamenti italiani
  • il 29% sceglie carni locali
  • il 20% quella con marchio Dop, Igp o con altre certificazioni di origine

La domanda di qualità e di garanzia dell’origine ha portato a un vero boom nell’allevamento delle razze storiche italiane da carne che, dopo aver rischiato l’estinzione, sono tornate a ripopolare le campagne dagli Appennini alle Alpi.

Oltretutto, le carni nazionali sono più sane perché magre, non trattate con ormoni (a differenza di quelle americane) e ottenute spesso nel rispetto di rigidi disciplinari di produzione che assicurano il benessere e la qualità dell’alimentazione degli animali. Forse non tutti lo sanno, ma in Italia il trattamento di animali con steroidi è vietato da 40 anni (in Europa da 35 anni). Una situazione opposta, invece, è quella del Nord America, dove è possibile ancora utilizzarli.

Al momento, l’obbligo dell’etichetta di origine per la carne vale solo per il commercio al dettaglio, ma resta il fatto che questa richiesta di trasparenza da parte dei consumatori  “va soddisfatta estendendo l’obbligo di indicare la provenienza sulle tavole della diverse forme della ristorazione fuori casa dove ormai si concentra oltre 1/3 dei consumi alimentari” (Roberto Moncalvo, Presidente della Coldiretti).

In sintesi, resta sicuramente valido l’uso del buon senso: i vantaggi di una dieta varia e completa di tutti gli alimenti (filetti e bistecche comprese), sono condivisi da tutta la comunità scientifica. Per il resto, è una questione di gusto e preferenze.