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La storia della pasta fresca fatta a mano

La storia della pasta fresca fatta a mano, un’arte antica che sa di buono.

La storia della pasta fresca fatta a mano è da ricondurre alle origini della civiltà quando l’uomo, abbandonata la vita nomade e insediate nuove terre, comincia a dedicarsi all’agricoltura coltivando il grano, prezioso cereale che impastato con l’acqua poteva essere spianato e cotto su pietra rovente. Già Aristofane nel IV secolo a.C. parla del “laganum”, impasto a base di acqua e farina, tirato e tagliato a strisce. È nel Medioevo, invece, che compare per la prima volta la bollitura della pasta, fino a quel momento cotta nei forni.

Alimento simbolo della dieta mediterranea, conosciuta e apprezzata in tutto il mondo, la pasta fresca fatta a mano è un prodotto molto semplice che riesce a conciliare un insieme di caratteristiche come nessun altro alimento: qualità nutritive, versatilità d’uso e di preparazione, economicità, genuinità. È la sintesi perfetta tra gusto e salute. È il cibo “buono” per eccellenza, in grado di soddisfare tutti i palati nelle sue infinite combinazioni di colori e sapori. L’arte di impastare, poi, è anche uno dei gesti che più riconcilia l’uomo al mondo, portando via i pensieri, lo stress e la fatica della vita frenetica che oggi conduciamo. Prenderci un pò di tempo per fare la pasta fresca potrebbe essere un modo originale per staccare la spina e riappropriarci di noi stessi.

La preparazione della pasta fresca cambia da Nord a Sud. Nei paesi dell’Italia Centro-Meridionale in molti preferiscono prepararla utilizzando acqua e semola rimacinata di grano duro, mentre al Settentrione si predilige la farina di grano tenero e le uova.

Preparare la pasta fresca, come tutte le cose, richiede qualche piccola accortezza. Ci sono, infatti, alcune semplicissime regole da rispettare, partendo proprio dall’impasto.

  1. La prima regola da rispettare è il gusto personale. C’è chi preferisce una pasta più fine per la quale si usa la farina bianca e chi ama un gusto più rustico che si ottiene aggiungendo la farina di semola.
  2. Per ottenere l’impasto perfetto, una variabile fondamentale è la forza della farina. Le nostre nonne, vere e proprie esperte della pasta fresca fatta a mano, avevano la capacità di “sentire” l’impasto, poiché la capacità della farina di assorbire i liquidi può variare di giorno in giorno in base all’umidità presente nell’aria.
  3. Fondamentali, per chi decide di fare la pasta fresca con le uova, sono proprio queste ultime. Preferibili sono quelle di galline allevate all’aperto, magari biologiche.
  4. Un’altra regola fondamentale è il riposo di almeno 15 minuti dopo la lavorazione dell’impasto e l’uso di una spianatoia di legno, perché lavorare su una superficie ruvida dà una consistenza migliore all’impasto.

Un rapidissimo excursus, certamente non esaustivo, ci mostra la grande varietà di formati di pasta fresca presente nella nostra penisola:

  • le fettuccine di castagne in Valle d’Aosta
  • i pizzoccheri in Lombardia
  • i bigoli in Veneto
  • le trofie in Liguria
  • lasagne, tagliatelle e maltagliati in Emilia Romagna
  • pici e pappardelle in Toscana
  • gli strangozzi in Umbria
  • strozzapreti, tonnarelli e fregnacce nel Lazio
  • in Abruzzo maccheroni alla chitarra
  • i cavatelli in Molise
  • gli scialatielli in Campania
  • orecchiette, minchiareddi d’orzo e le laganelle in Puglia

Al di là della varietà dei formati, la pasta fatta a mano resta una bontà che vale la pena di consumare ogni volta che è possibile. E se proprio non abbiamo tempo di impastare, basterà rivolgerci al nostro ristorante di fiducia che fa della pasta fresca il suo biglietto da visita. Buona pasta fresca a tutti!